Una giornata per sottoscrivere il contratto con una normalità di facciata. Una commissione per conto terzi, l’autobus, via Cavour, io vestito come un turista americano, mimetizzato, in incognito. Il ritorno a casa. Non è successo nulla, nulla mi ha colpito, nessuna calamità elucubrativa, neanche una vecchia scassacazzi da odiare. Che sia questo il segnale? Che sia arrivata la mia ora di alzare fieramente bandiera bianca? Cosa ne pensi, Bianca? Ci vorrebbe un colpo in banca, senza colpi di pistola né sensi di colpa.
Ora mi darò ai fumetti e alle riviste di arredamento feng shui, accetterò ogni giro di chitarra e di basso, dall’alto, ciancerò delle polveri sottili, piccole, tenere, amabilissime. Potrò rotolarmi sorridente nella mia scabbia e disegnare tanti smiley nel cielo. Certo, ciiiierto, eccerto.
Intraprenderò il cammino dell’uomo timorato, stando attento a non esser vittima delle iniquità degli esseri egoisti e della tirannia degli esseri malvagi, dismetterò la maschera del lupo Ezechiele (mordace e con la colite spastica).
Accetterò di subire ogni sopruso e costrizione da parte di una donna, mi fingerò contento di fellatio(S) al serenase, coltiverò hobbies(SSSt) e non asserirò mai più che i centri commerciali rappresentano l’annichilimento dell’umano essere. Sarò amabile e colmo di parole dolci, magari sempre le medesime ma colmo.
Questa potrebbe essere una prima, sintetica bozza di un trattato per la mediocrità.
Ti incidono nell’interno coscia e nella parte interna del piede
ti svuotano del sangue marcio e
dottoressa mi faccia una sega ne ho gran volontà
A stomaco vuoto lo devi fare
Non devi avere da temere, gioco per ragazzi, gioco per gradassi
Colpa dei grassi, obeso schifoso, deperito in un grido d’orgoglio
Quale te stesso sei quale te stesso sei quale te stesso (s)fottuto sei?!?
Dottoressa lei mi ama e vuole abbandonare la sua famiglia
Se ne stia dov’è io sono un brutto ceffo da ceffoni e spocchioso
Bavoso a volte, ma lei mi operi l’anima
Incida tra il languore e il cuore
Risucchi tutto lo sperma a briglie sciolte
E ne beva di una sciolta che mi coglie impreparato
Signor Papa ho drinkato, signor Papa venga al mio capezzale
Mi santifichi lo stinco che attecchisce
Santo Padre le presento una dottoressa che succhia grande roba d’anima
Toh, chi ti rivedo: come si sente signor Satana?
Vecchio balbuziente e anche un po’ ricchione per provarci con me misero
Me eterno, giusto-giusto in questo preciso-sciocco istante
Trattìno.