martedì, 31 ottobre 2006

- "Ci dovrà pur essere un motivo se si dice ferito nell'orgoglio invece di ferito sull'orgoglio. Se tu m'avessi ferito sull'orgoglio altro non avresti causato che una lesione cutanea, in superficie, curabile con una stupida pomata. Ma hai intaccato qualcosa che vive nei dintorni del nucleo. Non solo mi hai desquamato il mios muscolo ma hai affondato il punteruolo con la scusa che tanto io stesso a volte mi fingo un gran cazzo di cubo di ghiaccio. No no, tu mi hai ferito proprio nell'orgoglio."

- "Ah.."

- "Ah?!? Suvvia, non ti sto chiedendo quale sia la concentrazione di spermatozoi per ml... solo cerca di venirmi incontro. In tal caso potrei ricominciare a venirti addosso." 

 

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lunedì, 23 ottobre 2006

Ho tagliato i ponti senza usare rasoiate e senza rivolgermi ad una azienda demolizioni. Ho lasciato accessibile solo qualche stradina nei dintorni ma ho fatto in modo che crescessero lussureggianti i rovi. Così che vi possiate pungere e, arrivati da me, chiedermi i cerotti che non sarò più disposto a darvi.

Amici.

Ma quali amici, è il tempo che ci unisce, è questione di tradizione e dell'idealismo che ne consegue, di una fanciullesca visione della cosa. Voi, ve l’ho detto, siete morti che parlano… ma poco con me. Troppo impegnati e primeggiare nella mediocrità e nei cliché che i vostri quartieri di città v’hanno appiccicato sulle spalle.

Nella vita ho sempre avuto a che fare con persone con interessi diversi dai miei e sempre disposte a ciarlare dei propri, interrompendomi sistematicamente quando ero io a voler prender parola. Ecco perché ora, io, preferisco la gente con cui parlo per strada e al parco (e altrove), ridono di gusto alle mie battute, accettano di instaurare un dialogo dignitoso. Non mi regalano nulla. E se sento la necessità di parlare un po’ di fica allora so chi contattare; con voi è impossibile trattare anche questo argomento. Siete sempre lì a cazzo dritto ma con un velo di rossore e un cappello di tabù. Fanculo, m'avete riempito di ulteriore noia.

E vi inviterò a raggiungermi, ogni tanto, prendete la prima strada piena di rovi e proseguite dritto verso casa mia.

Vi accoglierò col consueto bacio di ben rivisto. E poi sarò così caustico che potrete continuare a parlar male di me dietro le mie spalle da orso. E poi a parlarvi male vicendevolmente dietro le vostre.
Perché voi siete così: non siete un cazzo e godete delle vostre pessime abitudini.

Me ne dolgo, ma mi fa sentire così superiore che a volte torno ad aver voglia di trascorrere del tempo assieme a voi. Con la faccia vera nascosta per l'occasione sotto il cuscino del mio lettone.


 

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venerdì, 20 ottobre 2006
Io e lei, in un incontro, fermi come due statue davanti ad un monumento
Fremito al frenulo, impennata di clitoride, pelo frizionato a modo
Ho dissotterrato una carie canina nel breve arco d'un sorriso accessorio
e la fanciulla ha scoreggiato un'espressione disgustata
dopo avermi inquadrato col suo mirino di precisina
Il mio pretestuoso raptus di raffreddore era l'alibi per tirar su di naso
a captare il pesce nella pescia
e mi producevo in opera omnia di recitazione
fingendo impassibilità
Sul lato destro della mia fronte
la puzzona rilevava una strada di pelle coperta da pelo in riporto
e io immaginavo nel suo ancheggiare
spostamenti di persone e cose con relativo danno
Nel gioco dello sbirciarsi, un baratto di occhiate furtive
criptate da parole di uno squallido interloquire
Nel sudato formalismo dello stringersi mani
un saluto conforme alla forma e riassunto in addio
Espiravo pentimento per quel flirtare, per farsi il filo fino a strozzarsi
Una volta al riparo, lontani, si è urinato disgusto.
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venerdì, 20 ottobre 2006
Tira il freno a mano, guardalo impassibile il guidatore 666, il giorno del giudizio verrà assieme alla caduta dei denti. Guarda impassibile chi ti punta il dito con le unghie sozze. Guarda impassibile chi hai messo all'angolo per non farlo/a cadere a terra sbattendo una testa piena di sonagli. Sei appassito tra le tue ragioni e avendo ragione.
Sovente mi capita di aver ragione; la mia missione è sopportare dita puntate contro il naso e guidatori 666 senza impazzire del tutto prima.
E' ardua anche per uno che cammina a braccetto con gli dei canticchiando stornelli romani. Ma sento di potercela fare.
A giocare allo sconfitto.
A giocare all'adulto coscienzioso.
A non finire nella pagina della cronaca nera con un tutù rosa.
Tu, tu.
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