venerdì, 29 dicembre 2006

Io non so fare nulla, solo piangere a volte
rateizzando questo e quel dolore
impotente di fronte alla realtà sociale prepotente
alle meteoriti che minacciano di orbitarmi addosso
e l'acqua finirà, distilleranno il mio sangue
amaro
Sono bravo e non mi applico
sguazzo come un calamaro dentro al tumbler ornato dallo sozzume delle mie ditate
Travaso di latte versato
nelle giornate di "mesta" che mi stringono le braghe attorno alla vita
che pare un paesaggio morto e marroncino
Non so fare nulla eppure sono bravo
c'è scritto in qualche vecchia pagella messa a zittire tra i ricordi
schiacciata dal mio primo ciucciotto e da qualche accendino
ho freddo perchè non arde niente in questo momento
nel mio cammino
con le bende agli occhi e le pezze al culo
Sono parolette, birbantelle e sul punto di dover morire
perchè ne sono padre e boia
ne sono vuoto
Forse perchè proprio non mi applico.

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mercoledì, 13 dicembre 2006

Un amore senza fine, teorie confutate

Noi convergevamo

dentro una Roma colma di premure

Sento Bulgari misto fumo, ora

e Armani a puzza di cane

Mando a vuoto i tuoi tentativi di monta

restando obnubilato dal senso di colpa

Non per la storia dei fili scoperti

che qualche scossa possono darla

E’ che comincio a pensare

che sia meglio un oggi oggi

che un oggi domani

e che in tutti gli oggi del passato

avresti potuto tenermi tuo indissolubilmente

Ci accingiamo a divergere

in una Roma che mi sbircia fantasma

quando ubriaco da settimane ormai

me ne sto mezzo vivo

a rilasciare endorfine.

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martedì, 05 dicembre 2006

Il cielo, con le sue cortesi ospiti stelle

L’ipnotico crogiolarsi delle onde

indispettite dagli affanni che porta la notte scintillante

In radio, canzoni d’amor vero

e una coppia di seni vanitosi che si specchiano al soffitto

Tutto ha odore di cannella, l’amour, Kaori, il Mulino Bianco

e “...tu mi vuoi bene anche se non sei il mio papà?”

Ma la luna si è accesa una gran canna

che al primo esalare le stelle son già fattissime

Nel mare ci pisciano tutta un’estate, povero fesso

La notte è il velo che copre cadaveri come me

e dalle tette vorrei poter succhiare ettolitri di champagne

A pieno regime il camion degli spurghi sotto la mia finestra

accompagna il rito di defecatio e la campagna elettorale in radio

Disamori è giunto alla puntata mille, si festeggia, all night long (dice il cocainomane)

Mario Merola vi ha fregati tutti e io vorrei scolarmi una bottiglia di vodka

per smetterla finalmente di scrivere certe cazzate

Babbioni, Charles, un raggio chiamato Cieco, giace mortissimissimo

Altro che wonderful world