martedì, 06 marzo 2007

Pioggia e grandine, rastrellano la mia attenzione da tutto il resto

è la tara immaginifica del mio far frullare pensieri

dentro il tritatutto, il tritalamiavita

E se mi appendo alla cornetta e gioco a fare il cornuto geloso

è per questo gelo che ho di dentro e che mi provoca il gelone

Chiama mamma e dille che a cena non vai

che dormi da una amica, che un rabdomante passerà a trovarti

Non le sento le vitamine della frutta, fatico a sintetizzarle

non faccio sunti costruttivi

mi perdo e basta, con le palpebre a mezz'asta, sospeso a tempo indeterminato

la vita a progetto che giunge agli sgoccioli del suo contratto

Sono in contrasto con intere galassie

e mi fracasso le meningi alla ricerca di pungolamenti

Devo diventare operativo

mi devo industriare affinché sia operativo

devo dimostrare operosità

devo diventare operativo e soddisfatto

devo imbastire la recita che il mondo mi richiede

Inutile che fugga dalla selva di palazzi

guardandomi intorno

aspettando che ne crolli uno

che cada un aeromobile (che nella nebbia crepuscolare spara luci lunghe lunghe)

Intanto dì a tua madre che stasera non ci sei

perché ho voglia di approfondire diversi aspetti

sull'arte della fornicazione

La diagnosi è ufficiale: smottamento della mia interiorità.
by Psicoepatico | commenti (10) | commenti (10)(popup)
Link | categoria:ossido di vita
venerdì, 29 dicembre 2006

Io non so fare nulla, solo piangere a volte
rateizzando questo e quel dolore
impotente di fronte alla realtà sociale prepotente
alle meteoriti che minacciano di orbitarmi addosso
e l'acqua finirà, distilleranno il mio sangue
amaro
Sono bravo e non mi applico
sguazzo come un calamaro dentro al tumbler ornato dallo sozzume delle mie ditate
Travaso di latte versato
nelle giornate di "mesta" che mi stringono le braghe attorno alla vita
che pare un paesaggio morto e marroncino
Non so fare nulla eppure sono bravo
c'è scritto in qualche vecchia pagella messa a zittire tra i ricordi
schiacciata dal mio primo ciucciotto e da qualche accendino
ho freddo perchè non arde niente in questo momento
nel mio cammino
con le bende agli occhi e le pezze al culo
Sono parolette, birbantelle e sul punto di dover morire
perchè ne sono padre e boia
ne sono vuoto
Forse perchè proprio non mi applico.

by Psicoepatico | commenti (8) | commenti (8)(popup)
Link | categoria:pozze di vomito, ossido di vita
mercoledì, 13 dicembre 2006

Un amore senza fine, teorie confutate

Noi convergevamo

dentro una Roma colma di premure

Sento Bulgari misto fumo, ora

e Armani a puzza di cane

Mando a vuoto i tuoi tentativi di monta

restando obnubilato dal senso di colpa

Non per la storia dei fili scoperti

che qualche scossa possono darla

E’ che comincio a pensare

che sia meglio un oggi oggi

che un oggi domani

e che in tutti gli oggi del passato

avresti potuto tenermi tuo indissolubilmente

Ci accingiamo a divergere

in una Roma che mi sbircia fantasma

quando ubriaco da settimane ormai

me ne sto mezzo vivo

a rilasciare endorfine.

by Psicoepatico | commenti (6) | commenti (6)(popup)
Link | categoria:ossido di vita
martedì, 05 dicembre 2006

Il cielo, con le sue cortesi ospiti stelle

L’ipnotico crogiolarsi delle onde

indispettite dagli affanni che porta la notte scintillante

In radio, canzoni d’amor vero

e una coppia di seni vanitosi che si specchiano al soffitto

Tutto ha odore di cannella, l’amour, Kaori, il Mulino Bianco

e “...tu mi vuoi bene anche se non sei il mio papà?”

Ma la luna si è accesa una gran canna

che al primo esalare le stelle son già fattissime

Nel mare ci pisciano tutta un’estate, povero fesso

La notte è il velo che copre cadaveri come me

e dalle tette vorrei poter succhiare ettolitri di champagne

A pieno regime il camion degli spurghi sotto la mia finestra

accompagna il rito di defecatio e la campagna elettorale in radio

Disamori è giunto alla puntata mille, si festeggia, all night long (dice il cocainomane)

Mario Merola vi ha fregati tutti e io vorrei scolarmi una bottiglia di vodka

per smetterla finalmente di scrivere certe cazzate

Babbioni, Charles, un raggio chiamato Cieco, giace mortissimissimo

Altro che wonderful world

domenica, 19 novembre 2006
Forse un giorno capirà e affonderà la mano nel pentimento
mi chiederà d'esser ricevuta in udienza
e io in un solenne restar seduto
le concederò la mia di mano, come i papabili
Niente pulpito, che nel frattempo è diventato legna da ardere
avrò solo padiglioni auricolari da porgere assieme alla mano
Nello sconquasso dei sentimenti mi vorrò ascoltare glaciale
celando col mantello la mia di mano sul cuore
Forse le consiglierò di mettersi di gran lena ad esporre quanto di dovuto
e di omettere, quanto più possibile, ogni suono di mediocrità
Gesticolando con le mani traccerò traiettorie dissomiglianti da quella dell'assoluzione
Diciamo che sarebbero solo nevrotici disegni regalati all'aria della stanza
Forse quel giorno sarò di rientro da un gran gozzovigliare, dallo sgozzare le capre che io intendo
No, nulla che richieda dosi particolari di violenza, che imbratti le mani
Quindi sarò bene o male placido, nel bene e nel male del suo ciarlare
E la interromperò pur sapendo che ne ha ancora da dire,
accennando un segno di stop: palmo sulla sua faccia, dorso che mi oscura la vista in avanti
Avrò riposto in una cassettina sotterrata il mio testosterone
e passerò la mano al venturo sventurato se mi vorrà fottere
Perchè mi sarò fatto almeno dieci seghe a quattro mani, prima d'accoglierla
in modo tale da sentirmi svuotato di tutto
Svuotato anche di lei.
by Psicoepatico | commenti (5) | commenti (5)(popup)
Link | categoria:ossido di vita
lunedì, 23 ottobre 2006

Ho tagliato i ponti senza usare rasoiate e senza rivolgermi ad una azienda demolizioni. Ho lasciato accessibile solo qualche stradina nei dintorni ma ho fatto in modo che crescessero lussureggianti i rovi. Così che vi possiate pungere e, arrivati da me, chiedermi i cerotti che non sarò più disposto a darvi.

Amici.

Ma quali amici, è il tempo che ci unisce, è questione di tradizione e dell'idealismo che ne consegue, di una fanciullesca visione della cosa. Voi, ve l’ho detto, siete morti che parlano… ma poco con me. Troppo impegnati e primeggiare nella mediocrità e nei cliché che i vostri quartieri di città v’hanno appiccicato sulle spalle.

Nella vita ho sempre avuto a che fare con persone con interessi diversi dai miei e sempre disposte a ciarlare dei propri, interrompendomi sistematicamente quando ero io a voler prender parola. Ecco perché ora, io, preferisco la gente con cui parlo per strada e al parco (e altrove), ridono di gusto alle mie battute, accettano di instaurare un dialogo dignitoso. Non mi regalano nulla. E se sento la necessità di parlare un po’ di fica allora so chi contattare; con voi è impossibile trattare anche questo argomento. Siete sempre lì a cazzo dritto ma con un velo di rossore e un cappello di tabù. Fanculo, m'avete riempito di ulteriore noia.

E vi inviterò a raggiungermi, ogni tanto, prendete la prima strada piena di rovi e proseguite dritto verso casa mia.

Vi accoglierò col consueto bacio di ben rivisto. E poi sarò così caustico che potrete continuare a parlar male di me dietro le mie spalle da orso. E poi a parlarvi male vicendevolmente dietro le vostre.
Perché voi siete così: non siete un cazzo e godete delle vostre pessime abitudini.

Me ne dolgo, ma mi fa sentire così superiore che a volte torno ad aver voglia di trascorrere del tempo assieme a voi. Con la faccia vera nascosta per l'occasione sotto il cuscino del mio lettone.


 

by Psicoepatico | commenti (6) | commenti (6)(popup)
Link | categoria:shots di sciocco, ossido di vita
venerdì, 20 ottobre 2006
Io e lei, in un incontro, fermi come due statue davanti ad un monumento
Fremito al frenulo, impennata di clitoride, pelo frizionato a modo
Ho dissotterrato una carie canina nel breve arco d'un sorriso accessorio
e la fanciulla ha scoreggiato un'espressione disgustata
dopo avermi inquadrato col suo mirino di precisina
Il mio pretestuoso raptus di raffreddore era l'alibi per tirar su di naso
a captare il pesce nella pescia
e mi producevo in opera omnia di recitazione
fingendo impassibilità
Sul lato destro della mia fronte
la puzzona rilevava una strada di pelle coperta da pelo in riporto
e io immaginavo nel suo ancheggiare
spostamenti di persone e cose con relativo danno
Nel gioco dello sbirciarsi, un baratto di occhiate furtive
criptate da parole di uno squallido interloquire
Nel sudato formalismo dello stringersi mani
un saluto conforme alla forma e riassunto in addio
Espiravo pentimento per quel flirtare, per farsi il filo fino a strozzarsi
Una volta al riparo, lontani, si è urinato disgusto.
by Psicoepatico | commenti (3) | commenti (3)(popup)
Link | categoria:ossido di vita
lunedì, 11 settembre 2006
L’inferno della strada e del traffico
appezzamento di terra tra start e stop come lo è la vita
C’è sempre qualcuno pronto ad infilarti nel deretano
qualcosa di ingombrante e con spigoli vivi
Sembrano dei tappabuchi, come il circo alla tv
Aggiusto la macchina di freno aggiungendo un pizzico di sterzo
M’arrabatto per tener la calma
inspirando forte dalle prese d’aria
Pulviscolo!
L’imprecazione mi esce spontanea come un ruscelletto
Gli autisti dei furgoncini
sembrano venditori di pomodori
imburrati dal sole e sconfitti da mogli obese
Mi scodinzola la coda dell’occhio
nel vedere le ragazze che giocano alle dive
marchiate da un tribale terrificante che non significa un cazzo
che incornicia quei culetti tutti buoni da mangiare la mattina
Culetti di pulcini spezzacuori bagnati
Ricompongo il cuore e metto il coperchio sulla sputacchiera di certi pensieri
Il mio senno quarta misura vorrebbe gridare a tutti di ravvedersi
di cercare almeno un senso e che non sia così trafficato come la mia strada
Non mi capiscono quando parlo
E’ come se mi sgolassi sussurrando amenità
Osservo le mie mani sul volante
Fantastiche le mie due bambine
Non come quelle che sembrano un inno all’amputazione
In radio: “Bambino di quattro anni assale rottweiler”
Povero Crunchy, sempre in pericolo di sfiga.

by Psicoepatico | commenti (6) | commenti (6)(popup)
Link | categoria:pozze di vomito, ossido di vita
mercoledì, 02 agosto 2006

Ti incidono nell’interno coscia e nella parte interna del piede

ti svuotano del sangue marcio e

dottoressa mi faccia una sega ne ho gran volontà

A stomaco vuoto lo devi fare

Non devi avere da temere, gioco per ragazzi, gioco per gradassi

Colpa dei grassi, obeso schifoso, deperito in un grido d’orgoglio

Quale te stesso sei quale te stesso sei quale te stesso (s)fottuto sei?!?

Dottoressa lei mi ama e vuole abbandonare la sua famiglia

Se ne stia dov’è io sono un brutto ceffo da ceffoni e spocchioso

Bavoso a volte, ma lei mi operi l’anima

Incida tra il languore e il cuore

Risucchi tutto lo sperma a briglie sciolte

E ne beva di una sciolta che mi coglie impreparato

Signor Papa ho drinkato, signor Papa venga al mio capezzale

Mi santifichi lo stinco che attecchisce

Santo Padre le presento una dottoressa che succhia grande roba d’anima

Toh, chi ti rivedo: come si sente signor Satana?

Vecchio balbuziente e anche un po’ ricchione per provarci con me misero

Me eterno, giusto-giusto in questo preciso-sciocco istante

Trattìno.

            
by Psicoepatico | commenti (1) | commenti (1)(popup)
Link | categoria:shots di sciocco, ossido di vita
martedì, 01 agosto 2006
Torno a casa, via la tripla mandata, le luci "on"
Frugo nel frigo, nel frigo fragole
Penso a quel poveretto, stavo per andargli addosso con la mia Clio
E se lui ha "schiacciato" il clacson è perchè dev'essersi sentito in pericolo
In fondo siamo animali e l'istinto non lo si controlla, tantomeno in Viale XXI Aprile
Penso a cosa avrà pensato quel ragazzone
e a quanta rabbia avrà dovuto sbollire
Stasera carbonara e macedonia per mio marito
Taglio il guanciale a fette sottili, ne va della fragranza
Certo, non è proprio da vera signora mostrare il dito
e gridare insulti con la mia voce stridula
Domani ufficio fino alle diciassette
Ancora
Sono la regina della strada, io
La regina della carbonara, guai a prendersela con me
regina in menopausa, schiava fra gli schiavi.

by Psicoepatico | commenti (2) | commenti (2)(popup)
Link | categoria:ossido di vita